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01/03/2012 da redazione
Per i pubblicitari la tv deve essere gayfriendly
 
gay
“La narrazione è l’unico strumento con cui oggi è possibile interessare il pubblico. Per cui tutto ciò che narra la realtà, l’evoluzione della società, i nuovi fermenti culturali e sociali e i nuovi stili di vita rappresenta, a mio parere, una strada da percorrere”.
 
Lo ha detto a KlausCondicio il presidente di UPA (Utenti Pubblicità Associati) Lorenzo Sassoli De Bianchi, rispondendo alla domanda di Klaus Davi: “È giusto che il servizio pubblico dedichi spazio anche ai temi collegati alle unioni gay o agli extracomunitari?”.
 
Per il Gay Center “Sono confortanti le dichiarazioni del Presidente degli Utenti Pubblicità Associati. Non c´è dubbio che quanto dice rappresenta un buon presupposto affinché il servizio pubblico faccia di più e meglio nell´informazione sulle nuove realtà sociali di cui i gay, le coppie e le famiglie omogenitoriali sono parte integrante. La Rai su questo è in forte ritardo. Nell´informazione generalista del servizio pubblico, ma non solo, anche in quello privato, continua ad essere prevalente il dato di mera cronaca quando si parla di questi temi. Maggiore spazio – ha aggiunto il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo - andrebbe riservato ad approfondimenti e inchieste che siano in grado appunto di raccontare la realtà, anche nei suoi aspetti positivi e non solo quando la cronaca lo impone. Quindi ben vengano le sollecitazioni di Lorenzo Sassoli”.
 
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WebMaster: Daniele Sorrentino
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