NEWSLETTER  
 
ARCHIVIO NEWS


CHI SIAMO


ARCHIVIO


ATTIVITÀ


ASSOCIAZIONI


MULTIMEDIA


COLLABORA


CONTATTI




08/03/2012 da reubblica
Evie, la tata trans di Obama
 
obama
Angelo Aquaro per "La Repubblica"
 
Quando Evie, la bambinaia di Menteng, scoprì sul giornale che quel piccino curato da piccolo in un sobborgo di Giacarta era diventato presidente degli Stati Uniti dŽAmerica, non volle credere ai suoi occhi. Ma neppure Barack Obama ha creduto alle sue orecchie quando gli hanno raccontato che chi si prendeva cura di lui era in realtà un transessuale. «Era così piccolo - dice Evie - e io non ho mai indossato abiti femminili davanti a lui. Però mi vedeva provare il rossetto di mamma: e moriva dal ridere».
 
EVIE LA TATA TRANS DI OBAMA La storia di Evie è rimasta un segreto per tutto questo tempo perché in segreto Evie ha vissuto negli ultimi ventŽanni la sua sessualità. «Ho sempre saputo dentro di me di essere una donna: ma non volevo morire così». La confessione ai giornalisti dellŽAssociated Press che lŽhanno scovata ha una spiegazione tragica: la persecuzione che omosessuali e transgender hanno dovuto sopportare in Indonesia e che lŽintolleranza del primo paese musulmano al mondo continua ad alimentare. «Se non vogliono curarsi medicalmente e religiosamente» dice il capo del consiglio degli Ulema «accettino il loro destino di essere ridicolizzati e perseguitati».
 
Evie ha dovuto accettare anche di più: la sua migliore amica bastonata a morte e lei stessa torturata, i lunghi capelli tagliati e le braccia e le mani marchiate dalle sigarette spente dai quei mostri sul suo corpo. Così un bel giorno ha preso i vestiti da donna, il rossetto e il resto, li ha buttati in due scatoloni e sepolti per sempre: tornando a essere il signor Turdi.
 
Come sono lontani i tempi felici di Menteng. Solo una donna aperta e curiosa come Ann Dunham, lŽantropologa americana che aveva seguito in Indonesia il suo secondo marito, Lolo Soetoro, poteva fregarsene delle malelingue e dare lavoro a quel cuoco dalla personalità irrequieta. Galeotta fu una bistecca col riso fritto che lŽex signora Obama - lŽex marito già smammato via nella sua Africa - assaggiò a casa di amici.
 
Lo scrive anche David Remnick, il direttore del New Yorker, nella monumentale biografia Obama, che «Ann e Lolo conducevano una vita confortevole a Giacarta: grazie al basso costo del lavoro potevano permettersi di avere qualcuno che facesse la spesa e cucinasse, qualcuno che si occupasse della casa». Quel qualcuno era un transessuale: che per due anni si prese anche cura del bambino che, diventato presidente, avrebbe poi nominato il primo funzionario transgender della storia degli Stati Uniti.
 

Torna a ARCHIVIO NEWS
 
WebMaster: Daniele Sorrentino
Facebook Twitter YouTube