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12/03/2012 da la stampa
Matrimonio gay. Blair dice sì: non sono d'accordo con il Papa
 
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Nel 2007 si è convertito al cattolicesimo e quando era primo ministro ha introdotto le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ora Tony Blair si spinge ancora più avanti, appoggiando la legalizzazione dei matrimoni tra omosessuali in Gran Bretagna.
 
Cinque anni fa la sua conversione divenne un caso "ecumenico". «Tony Blair ha le mie preghiere e i miei auguri nel suo intraprendere il primo passo nel pellegrinaggio cristiano»: Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, salutò così l´ex premier che ufficialmente si era convertito al cattolicesimo in una messa privata celebrata dal cardinale Cormac Murphy ÒConnor nella Archbishop´s House, a Westminter. Propio Murphy O´Connor confermò in un comunicato l´avvenuta conversione di Blair, sposato con la cattolica Cherie così come cattolici sono i quattro figli della coppia; soddisfazione arrivò anche dalla Santa Sede, dove il direttore della sala stampa vaticana Riccardo Lombardi parlò di «buona notizia che accogliamo con rispetto, come ogni decisione personale». Downing Street si limitò a commentare che si tratta di una «questione familiare» dell´ex inquilino.
 
Cattolico sì, ma progressista. Al punto da rischiare l´ira di Benedetto XVI. L´ex premier britannico Tony Blair ha detto di appoggiare con forza la legalizzazione dei matrimoni tra omosessuali nelle chiese del Regno, voluta dal suo successore conservatore David Cameron. Secondo quanto rivela oggi l´Independent on Sunday, l´ex primo ministro - convertitosi nel 2007 sei mesi dopo aver lasciato Downing Street - avrebbe confessato agli amici di essere d´accordo con Cameron sulla necessità di mettere sullo stesso piano etero e gay per quanto riguarda il matrimonio.
 
Nella sua carriera a Downing Street, Blair aveva già introdotto le unioni civili tra omosessuali e abbassato a 16 anni l´età del consenso per rapporti sessuali tra gay. Ma la sua ultima uscita sui matrimoni in chiesa rischia di essere vista come un´aperta sfida al Pontefice, che venerdì ha esortato i fedeli a bloccare le «potenti correnti politiche e culturali che cercano di modificare la definizione legale di matrimonio».
 
Proprio oggi, in 2.500 chiese cattoliche del Regno è stata letta una lettera dell´arcivescovo Vincent Nichols, leader della chiesa cattolica di Inghilterra e Galles e dell´arcivescovo di Southwak Peter Smith, in cui questi affermano che con la nuova legge il matrimonio si troverebbe svuotato di parte del suo valore e incoraggiano i fedeli a fare quanto possono per difendere quest´istituzione. E nonostante diversi parroci e decani si siano pronunciati a favore dei matrimoni tra omosessuali, anche i vertici anglicani, a cominciare dal suo primate, l´arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, restano contrari. Ieri Williams ha incontrato il Papa al Vaticano per celebrare il millenario della fondazione del sacro eremo di Camaldoli e commemorare la partenza di Gregorio Magno e altri 40 monaci benedettini da Roma, per portare il Vangelo tra gli Angli, nella attuale Gran Bretagna. Non è chiaro tuttavia se i due leader cristiani abbiano parlato anche della questione dei matrimoni gay nel Regno Unito. Su questo tema la prossima settimana il governo di Londra aprirà una consultazione pubblica. Cameron come anche alcuni dei suoi ministri più conservatori sono a favore della legge, ma ciò non vuol dire che la strada per il premier sia già spianata.
 
Un sondaggio pubblicato oggi rivela infatti che la metà dei suoi elettori conservatori sono contro al cambiamento con il 35% invece a favore. Ma se si prende in considerazione tutto l´elettorato, la percentuale di quelli che appoggiano i matrimoni tra gay sale al 45% con il 36% invece che vi si oppone. Il sottosegretario al Gabinetto Francis Maude, un conservatore progressista, ha messo in guardia il suo partito dicendo che i Tory diventerebbero ineleggibili se restassero «attaccati ad attitudini sociali retrograde» come l´opposizione ai matrimoni tra omosessuali. Mentre Lynne Featherstone, il sottosegretario responsabile della consultazione pubblica, ha dichiarato che il matrimonio è una questione «delle persone» e non della chiesa.
 

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WebMaster: Daniele Sorrentino
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