NEWSLETTER  
 
ARCHIVIO NEWS


CHI SIAMO


ARCHIVIO


ATTIVITÀ


ASSOCIAZIONI


MULTIMEDIA


COLLABORA


CONTATTI



13/03/2012 da lgbt
Roma Pride 2012: condivisione, partecipazione e trasparenza
 
gay
Più di un mese fa siamo partiti dalla necessità di avviare le attività per il Roma Pride 2012  in uno spirito di condivisione, collaborazione e trasparenza, con l’intenzione di confrontarci con tutte le realtà che fossero animate dai medesimi principi.
 
Consapevoli della necessità di costruire un Pride plurale, all´altezza dell´indiscutibile ruolo che Roma come Capitale ha nel panorama politico, sociale e culturale italiano, abbiamo “messo sul piatto” tutta la nostra disponibilità, arrivando anche a soddisfare la pregiudiziale ideologica contro il Coordinamento Roma Pride, che abbiamo sciolto. L´intento è sempre stato quello della realizzazione di un Pride aperto, capace di unire il pragmatismo organizzativo con lo spirito di Stonewall che è alla base di tutte le nostre battaglie, con proposte di cambiamento che incidano profondamente nella società.
 
Condivisione, partecipazione, trasparenza, rispetto reciproco: questo è il modello di Pride nel quale crediamo, come evento al culmine di un percorso lungo un anno.
 
Un Pride fatto con  tutte e con tutti, per tutte e per tutti.
 
Su tale percorso, peraltro ritagliato sulle esperienze che vivono le altre città italiane ed europee , ispirato alla realtà del costituendo coordinamento nazionale Pride, si è, dopo gli ultimi infruttuosi incontri, materializzato uno stallo.
 
Nelle assemblee finora tenute abbiamo assistito a episodi di violenza verbale, di sopraffazione e intemperanze diffuse, irrispettose del luogo, delle persone presenti e dell´impegno appassionato di molte e di molti. Si è arrivati a dichiarare apertamente una diffusa mancanza di fiducia reciproca e assenza di riconoscimento reciproco.
 
A fronte della proposta di lavorare in trasparenza e separando i piani dell´elaborazione politica da quelli della mera operatività, si è preferito contrapporre dinamiche di ostruzionismo che hanno ingessato le riunioni  in discussioni interminabili, capziose ed inconcludenti, nelle quali si dissolvono la chiarezza dei ruoli e soprattutto le responsabilità.
 
In controtendenza rispetto alle esperienze nazionali, si sono proposti modelli confusionali che oscillano tra assemblee permanenti non rappresentative e modelli di ispirazione aziendale fondati su improbabili business plan.
 
Ad un tratto, si è addirittura avanzata la proposta per la quale chi ha i soldi decide tutto, escludendo tutti gli altri. Non stupisce che questa idea sia stata avanzata proprio da chi, nonostante ripetuti inviti, non ha mai resi noti i dati di bilancio dei Pride organizzati negli anni scorsi, dei quali non è noto quanti e quali fondi pubblici siano stati ricevuti dalle istituzioni e raccolti dalle iniziative di finanziamento, per  tutta la comunità LGBTQI.
 
Basta ad assemblee surreali che consentono a frange minoritarie del movimento di occupare gli spazi di dialogo dietro il velo della democrazia e che di fatto tengono in ostaggio tutta la comunità LGBTQI di Roma.
 
Basta all’assoluta incoerenza di soggetti che si proclamano orgogliosamente di sinistra e che portano avanti pratiche profondamente antidemocratiche.
 
Basta all´occupazione politica del movimento da parte di chi attua pratiche di clientela e di affarismo spiccio, svuotando le associazioni stesse della loro rappresentatività e del loro ruolo politico.
 
Rigettiamo questo approccio e la mancanza di rispetto delle più elementari regole di azione comune, e non intendiamo più legittimare ulteriori incontri in cui si ricercano e si riproducono dinamiche analoghe a quelle vissute nelle ultime riunioni.
 
Per noi è diventato essenziale ricollocare al centro dell´azione politica la comunità LGBTQI e puntare all´ottenimento di risultati concreti e tangibili, definendo interventi prioritari e condivisi sui quali puntare tutta la passione, le energie e le risorse di creatività e intelligenza collettiva che la nostra comunità ha saputo esprimere in passato e che deve avere il coraggio di recuperare.
 
Su questo percorso il Pride si può inserire come momento di sintesi portatore di veri contenuti politici, priorità di interventi e proposte sfidanti per la politica e le istituzioni e che non sia solo autocelebrazione. Un´iniziativa condivisa e partecipata che punti a conquistare diritti e non sia prigioniero di visioni anacronistiche, limitate, settarie ed escludenti.
 
Riteniamo inaccettabile, irresponsabile e pericolosa la diffusione di voci su l’ipotesi di realizzare due Pride a Roma. Il Roma Pride è uno e il senso di responsabilità di tutte e di tutti deve prevalere.
 
Le nostre associazioni partecipano a tutti i Pride, perché non ci appartengono le pratiche di boicottaggio che hanno caratterizzato il Roma Pride 2010, episodio che non ha precedenti nella nostra storia e di cui i fautori portano  il peso e la responsabilità e per i quali tutto il movimento attende ancora un chiarimento.
 
L’unico Pride in cui ci riconosciamo è libero, democratico, pacifico trasparente e condiviso, e  supera la logica "carsica” di un movimento che scorre nelle vie e nelle piazze una volta all´anno, per poi finire con un “rompete le righe” che lo fa ripiombare in un silenzio imbarazzante per i successivi 12 mesi.  
 
Per noi il dialogo continua e va avanti con tutte le associazioni e le realtà che intendono affermare queste pratiche e questi valori e condividono la necessità di lasciarsi alle spalle inutili polemiche, come ampiamente richiesto in questi anni.
 
Arcigay Roma
ArciLesbica Roma
Azione Trans
Di’ Gay Project
Gay Center
Gay Lib
 

Torna a ARCHIVIO NEWS
 
WebMaster: Daniele Sorrentino
Facebook Twitter YouTube