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14/03/2012 da corriere della sera
Censurare Dante l'omofobo?
 
dante
"Certo che se dovessimo estendere i nostri criteri del politicamente corretto a tutta la letteratura del passato, pochissimo si salverebbe. Dunque, suona insensata e letteralmente anacronistica la proposta avanzata dal comitato per i diritti umani Gherush92 di censurare la Divina commedia in quanto antisemita, razzista e omofoba".
 
Così Paolo Di Stefano sul Corriere della Sera, scrittore e inviato del quotidiano di via Solferino in un articolo dal titolo "Che sciocco censurare il ´razzista Dante´":
 
"L´organizzazione internazionale, consulente delle Nazioni Unite e fautrice di progetti di educazione allo sviluppo, adotta sull´arte criteri retroattivi che cancellino millenni di storia e di conquiste culturali, omologando ogni secolo al nostro. Il passato va ripulito, anzi depurato, a nostra immagine e somiglianza. I programmi scolastici saltino a pie´ pari i passi danteschi che la presidentessa di Gherush92, Valentina Sereni, definisce ´offensivi e discriminatori´, per esempio il XXXIV dell´ Inferno, in cui Giuda Iscariota (l´ebreo traditore secondo la tradizione biblica) viene raffigurato tra le fauci di Lucifero, a testa in giù.
 
Per non parlare dei brani islamofobi, come quello che nel XXVIII della stessa cantica sancisce la condanna di Maometto, ´seminator di scandalo e di scisma´. E non poteva mancare l´omofobia, che suggerì al Sommo Poeta di collocare tra i dannati il suo maestro ser Brunetto Latini in quanto sodomita. Via tutto, dunque, e molto altro. Compreso il XXVI del Purgatorio in cui i ´ gay´ vengono equiparati ai lussuriosi secondo natura? Via, via, e non se ne parli più. All´ inferno pure Dante, così impara a ragionare come un uomo del Basso Medioevo e non come una persona della nostra epoca. Ma la domanda è: cassiamo anche il ser Ciappelletto di Boccaccio, l´ omosessuale malvagio che più non si può? E che fine farà Shakespeare, il cui pregiudizio sui Mori non è mai mascherato?
 
E Cicerone, Orazio, Seneca e Sant´Agostino, tutti più o meno terrorizzati dal proselitismo ebraico (´barbara superstitio´)? In realtà, la richiesta di Gherush92 rivela la pochissima fiducia negli insegnanti (non sarà razzismo anche questo?), che sarebbero incapaci di comunicare una banalità: la distanza che ci separa dalla cultura del passato. Avvicinare Dante a noi, depurandolo, sarebbe un imperdonabile peccato di antropofobia".
 

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WebMaster: Daniele Sorrentino
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