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03/04/2012 da redazione
A Roma una via per Daniel Zamudio, ucciso in Cile perché gay
 
daniel
Una via o una piazza di Roma intitolata a Daniel Zamudio, il giovane cileno torturato e ucciso perché gay, nei giorni scorsi, da un gruppo di neonazisti in Cile. Lo hanno chiesto stamani le associazioni lgbt che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal Gay Center col supporto di Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans e l’adesione Luiss Arcobaleno, Queer Lab, Circolo Mieli, Cgil Nuovi Diritti, Dì Gay Project, GayLib.
 
I manifestanti hanno deposto fiori in memoria di Daniel davanti all’Ambasciata e una delegazione composta da Fabrizio Marrazzo (portavoce Gay Center) e Roberto Stocco (Presidente Arcigay Roma) è stata ricevuta in Ambasciata dalla Console Karina Concha. A lei è stata consegnata una lettera in cui si chiede, tra l’altro, al Cile di dare seguito alla richiesta della Commissione Onu per i Diritti Umani di approvare una legge anti-omofobia che preveda aggravanti per i crimini d’odio. La Console Concha ha detto che il Governo del Cile si sta impegnando perché questa legge passi in Parlamento al più presto, anche se è in discussione dal 2005.
 
La console ha anche espresso i sentimenti di sconcerto e dolore del suo Paese di fronte a questo brutale omicidio e ha appoggiato la richiesta di intitolare una via o una piazza al giovane ucciso.
 
"Siamo qui per ricordare Daniel Zamudio e per chiedere che sia che la magistratura in Cile a fare il suo corso e, quindi, ci sia la massima severità per chi ha compiuto questo agguato discriminatorio, sia che vengano attuate delle iniziative su Roma con il Consolato al fine di ricordare Daniel. Al sindaco di Roma, infine, chiediamo che a questo ragazzo venga intitolata una via della città", ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center.
 
"Quello che e´ accaduto a Daniel e´ terribile e, se fosse accaduto in Italia,il risultato sarebbe stato lo stesso - ha detto Roberto Stocco, presidente di Arcigay Roma - Non esiste ad oggi un aggravante per reati a sfondo omofobico e, quindi, non solo va sollecitato il Cile ma anche l’Italia".
 
 
 

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WebMaster: Daniele Sorrentino
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