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22/07/2015 da redazione
Ammessi come parte civile in processo contro azienda Cuomo di Aprilia per violenze contro transessuale
 

L´Associazione Gay Center è stata ammessa dal Tribunale di Latina, tramite l´assistenza dell´avv. Daniele Stoppello, come parte civile nel processo che vede imputata l´azienda Cuomo di Aprilia con l´accusa di ripetute violenze e atti di discriminazione nei confronti di un dipendente transessuale. E´ la prima volta che questo avviene nel Tribunale della città laziale.

La ricostruzione dei fatti

Negli stabilimenti della ditta Cuomo di Aprilia, Simone Tamarro, all´epoca dei fatti Simona, allora operaia nel caseificio sarebbe stata oggetto di ripetuti atti di violenza e aggressioni di tipo sessuale, minacce di licenziamento, insulti, gravi comportamenti lesivi della dignità personale e del rispetto dei diritti più elementari del lavoro. Una vicenda che ha atteso anni per finire finalmente a giudizio e oggi è partito il processo contro l´Amminsitratore delegato della Cuomo e due dipendenti accusati di essere gli autori materiali delle violenze, Mauro Carosi e Guglielmo De Cupis.

Da quando Simone aveva iniziato le cure per il cambio di sesso nei suoi confronti in azienda si è scatenata una costante azione di soprusi e violenze per indurla a lasciare il posto di lavoro. Offese come “carne di porco, ti faremo impazzire”, “ma le lesbiche cosa usano per fare sesso”, “sei lesbica e mezzo frocio”, “se mi denunci vengo sotto casa e ti spezzo le gambe”. Ma oltre alle ingiurie e alle violenze verbali continue, Simone sarebbe stato anche ripetutamente aggredito fisicamente con schiaffi e calci, addirittura violentata e aggredita sessualmente. Il 13 settembre del 2010, a causa di queste violenze, Simone aveva tentato di suicidarsi all´interno della mensa aziendale.

“E´ una storia incredibile di violenza e discriminazione”, dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, l´associazione che segue il caso di Simone a cui sta dando assistenza legale grazie al supporto dell´avvocato Daniele Stoppello. “La storia di Simone merita di essere conosciuta perché ci troviamo di fronte a fatti che chiedono giustizia. Qui non c´è solo una vicenda di discriminazione ma siamo di fronte a fatti violenti e aggressioni fisiche e psicologiche”.

 

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WebMaster: Daniele Sorrentino
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