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22/11/2011 da redazione
Ha ragione Massimo Ghini, premier e politici possono imparare da 'Il Vizietto'
 
massimo ghini
Tacchi da dodici centimetri, trucco da diva, mossette, andamento ancheggiato e voce il falsetto. Ma nessuna macchietta, solo un omaggio doveroso a Michel Serrault, senza manie di imitazione. Ecco come Massimo Ghini si trasforma in Albin, in arte Zaza, memorabile personaggio de ´Il Vizietto - La Cage aux Folles´, il musical firmato da Massimo Romeo Piparo, che vede debuttare l´inedita coppia Ghini e Cesare Bocci al Teatro Sistina dal 29 novembre.
 
Dal film con Serrault e Ugo Tognazzi, tratto dall´omonima opera teatrale francese, trasformata poi in musical a Broadway, fino al remake con Robin Williams e Gene Hackman, la storia è nota. La coppia Albin e Renato gestisce un locale en travesti a Saint Tropez, dove vige la regola ´Le apparenze non ingannano e l´abito fa il monaco´.
 
L´annuncio da parte del figlio di volersi sposare e di dover far conoscere i suoi ai futuri suoceri bigotti innesca una sere di equivoci. "Sono emozionato – ha confessato nel corso della presentazione Massimo Ghini, vero mattatore dello show - Tutti si aspettavano che facessi Renato. E invece recito su tacchi da 12 centimetri e vi assicuro che non invidio l´universo femminile".
 
"Per me è un grande stimolo. E´ un piacere enorme fare questo personaggio – ha aggiunto Ghini - Albin significa qualcosa. Il film faceva sembrare la coppia di fatto come di un problema solo francese. Ma oggi è diventato una realtà più nostra. L´argomento dell´omosessualità, delle drag queen, e della coppia di fatto sono questioni di totale attualità, e con questo spettacolo abbiamo la possibilità di affrontarlo in termini di grande commedia italiana. Con risate toste, che offrono lo spunto per riflettere".
 
"Vivo nell´utopia che magari il presidente del consiglio venga qui e ridendo e piangendo apra gli occhi e magari rifletta quanto sia urgente una legge sulla coppia di fatto", ha detto, infine, Ghini.
 
Idea immediatamente raccolta da Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. “Ci fa piacere che Massimo Ghini – ha detto - abbia voluto sottolineare anche la valenza sociale e politica dello spettacolo. Ci auguriamo che il pubblico romano lo accolga con favore e estendiamo anche noi l´invito ai politici a riflettere divertendosi”.
 
“Rispetto agli stereotipi del Vizietto – ha aggiunto Marrazzo - le coppie gay e le famiglie gay oggi sono molto diverse ma i problemi restano quelli degli anni in cui uscì il celebre film interpretato da Ugo Tognazzi e Michel Serrault, almeno guardando in Italia all´assenza di leggi che regolano le coppie di fatto e le famiglie gay. Quindi ben venga l´invito di Ghini a vedere lo spettacolo anche al neo Presidente del Consiglio Mario Monti, un invito che estendiamo a tutta la comunità gay romana”.
 

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WebMaster: Daniele Sorrentino
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