140x140

via Nicola Zabaglia 14

00153 Roma (RM)

Metro B Piramide | mappa

e-mail:info@gaycenter.it
140x140

Anfotero - Recensione Emozionale

Anfotero

di Giorgio Volpe

Il teatro Ivelise è un piccolo gioiello che offre una platea intima e un comodo divano rosso che sussurra al palcoscenico.

Questo palcoscenico, nel primo fine settimana di febbraio, ha ospitato “Anfotero” un lavoro di Giorgio Volpe, che con eleganza e senza mai cadere nel retorico, racconta dell’amicizia di due esseri umani, che hanno nomi, orientamenti, identità, ruoli differenti.

Il palcoscenico è una colorata stanza dell’infanzia, dove si cresce con la voglia di conquistare il mondo, quello stesso mondo che ci deluderà.

E’ stato come tornare nella mia camera di bimba, o nel mio banco di scuola, mentre felice chiacchieravo con le mie amiche dai nomi singolari. Parlavamo di cose che non si potevano raggiungere, fantasticavamo di sogni e futuro. E le mie emozioni hanno cominciato a volteggiare tra i battibecchi dei due interpreti: il bambino, Lorenzo, nome da maschio, un amabile Giorgio Volpe, nella doppia veste di attore-regista e una bambina, Andrea, nome da maschio, una squisita Deialnira Russo. Scelta di scrittura interessante, binaria, non binaria, di nuovo binaria, Altra, “io sono in un corpo che non è!”

La felicità, ricordando il teatro di marionette che abitava in un angolo di palcoscenico, mi regalava stralci di memoria e frammenti di ricordi.  Quel teatrino di legno era il mio teatro, il palcoscenico minuscolo che usavo per raccontare la mia eccentrica realtà. La storia mi catapultava in dimensioni dolorose e conosciute. Il dolore di quella bambina era il mio dolore e le mille domande di quel bambino erano le mie mille domande, a cui non sempre ho avuto risposta.

Avrei voluto alzarmi e cominciare a giocare con loro, avrei voluto abbracciarli e dire loro che ce l’avrebbero fatta, nonostante il mondo a volte giri in senso contrario al nostro sentire, avrei voluto urlare la rabbia che si stava agitando nel mio piccolo cuore. Invece, ho respirato tutti i loro gesti, le minime espressioni dei loro volti e i toni della voce colorati di ingenuità; mi sono lasciata cullare dal loro flusso di coscienza e da quello dei loro goffi e impacciati “alter ego”.

La rabbia ha trovato il suo naturale sentire, le emozioni tutte mi hanno seguito fedeli, anche quando i due bambini diventavano ragazzi, per poi tornare all’infanzia.

Queste cornici temporali mi hanno permesso di guidare una sorta di macchina del tempo, quanto ne è passato sulle nostre cicatrici, quelle che oggi accarezziamo, che sono sempre al loro posto a memoria indelebile…poi ingraniamo la marcia e proseguiamo.

Due esserini così piccoli, in uno spazio così piccolo, che hanno spalancato una enorme finestra sul mondo, l’aria fresca è arrivata prepotente e frizzante, il respiro si è fatto ampio e profondo, e le parole hanno trovato il loro senso, come le lacrime.

Voglio indugiare su questo divano, voglio abitare tra questi colori, voglio provare a immaginare che il mondo è con me, in questo momento.

 

Angela Infante, Presidente Gay Center

 

 
 
 


 

via Nicola Zabaglia 14

00153 Roma (RM)

Metro B Piramide | mappa

e-mail:info@gaycenter.it